Il Carciofo di Montelupone: tenero, saporito e senza spine

Da tradizione di famiglia a Presidio Slow Food
Attualità
di Giorgia Clementi

Compatto, tenero e dal sapore intenso. Il Carciofo di Montelupone è una varietà storica della tradizione marchigiana, nota per la sua assenza di spine e peluria interna, con un cuore particolarmente morbido e un gusto deciso, ma mai amarognolo. Si distingue dai carciofi più comuni per la forma tondeggiante, il colore verde scuro con sfumature violacee e le foglie serrate, che proteggono i capolini dagli agenti atmosferici.

Un ortaggio che si presta sia alla cottura che al consumo crudo, esaltato in piatti semplici come il carpaccio con olio, limone, sale e scaglie di parmigiano. A raccontarcene le qualità è Marisa Cipriani, dell’omonima azienda agricola, produttore custode del prodotto ed insieme una delle 12 realtà del Presidio Slow Food dedicate alla coltivazione e valorizzazione di questa varietà.

Una tradizione tramandata nel tempo

Marisa Cipriani, agricoltore custode
Marisa Cipriani, agricoltore custode

La storia della famiglia Cipriani è profondamente legata a questa coltura. “Una volta i carciofi si coltivavano per casa, a livello orticolo – racconta Marisa– mio nonno ne aveva qualche pianta, poi fu mio padre, negli anni ’50, a iniziare a venderne un po’ e ad ingrandire la carciofaia, mantenendo però un livello produttivo di sussistenza familiare.

Oggi l’azienda conta tra le 8.000 e le 10.000 piante (a seconda dei rimpiazzi fatti nelle varie annate) tutte coltivate in biologico, senza l’utilizzo di concimi chimici o pesticidi di sintesi, nel pieno rispetto dell’equilibrio naturale del terreno.

Riguardo alle caratteristiche che ne condizionano la coltivazione, il Carciofo di Montelupone è una varietà rustica, molto resistente ai parassiti grazie alle sue foglie coriacee e al suo alto contenuto di polifenoli. Non richiede particolari trattamenti, ma ha bisogno di un terreno ben drenato e di un clima mite per svilupparsi al meglio.

La raccolta

La raccolta, che solitamente si concentra a marzo, quest’anno è iniziata a fine febbraio, ma il clima ha rallentato i tempi. “Il carciofo vuole un clima primaverile – spiega Cipriani – confidiamo nelle miti temperature di aprile per dare una spinta alla produzione.
Ogni pianta può arrivare a produrre fino a 10 capolini, con una produttività maggiore nei primi anni di vita. Il ciclo vitale di una pianta è di circa 7 anni, dopodiché il terreno viene lasciato a riposo almeno due anni prima del reimpianto. La raccolta avviene rigorosamente a mano, per selezionare solo i capolini al giusto grado di maturazione e garantire la massima qualità del prodotto.

Un’eccellenza da preservare

Il Presidio Slow Food, ottenuto nel 2010, ha dato ulteriore prestigio al Carciofo di Montelupone, contribuendo a diffonderne la conoscenza e a promuoverne il consumo. “Essere parte del Presidio è motivo di orgoglio – conclude Marisa Cipriani – il nostro carciofo rispecchia il motto Slow Food: sano, pulito e giusto. Ringraziamo anche il Comune per il supporto ricevuto nel processo di certificazione.
Il prodotto viene commercializzato direttamente dalle aziende del Presidio.

I numeri dell’Agricoltore Custode
• 8.000 – 10.000 piante coltivate
• Fino a 10 capolini per pianta
• Ciclo vitale di circa 7 anni
• Prezzo di vendita: 1,20 – 1,30 euro i primi carciofi, 0,60 euro gli ultimi
• Presidio Slow Food dal 2010

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